ORLO O NON ORLO? E SE ORLO, QUANTO ORLO?

Un giochino di parole, un tentativo di sdrammatizzare quello che sembra essere un vero problema per molti di noi: l'orlo dei pantaloni che amiamo indossare. Forse prima dell'orlo dovremmo occuparci dei pantaloni, perché i jeans non sono la stessa cosa di un pantalone di morbida lana o di un elegante gabardine. Ma, gira e rigira, sappiamo bene che esistono al massimo tre paia di pantaloni che amiamo e che siamo soliti indossare: i jeans, quelli che non richiedono una giacca e quelli che fanno parte dell'abito di circostanza.  

 Per stabilire quale orlo adottare per ciascun pantalone, dobbiamo prima pensare alle scarpe da indossare. 

ORLO 2

Partiamo dai jeans. La preferenza va alle sneakers, evidentemente, con calzino ultracorto (ma appena visibile) e uno scampolo di caviglia in vista. Orlo sì o orlo no? Assolutamente no! Le sneakers (dall'inglese to sneak = muoversi furtivamente) sono nate sportive, corrono su tutte le strade e, se raccolgono polvere, prima o poi la depositano nell'orlo del pantalone. Quindi, niente orlo. Chiaro? Stesso discorso per altri tipi di scarpa sportiva, tipo tennis, car-shoe, ecc.

ORLO 3Proviamo a salire di tono. Mocassini con fibbia o lacci, Sebago in camoscio tinta unita, o anche finte sneakers in pelle. Pantalone bene attillato con riga stirata a dovere. Qui l'orlo è d'obbligo e il calzino non è strettamente prescritto, anche se con l'atunno che avanza… 

Andiamo al top! Abito completo: giacca e pantaloni con o senza cravatta (ma io dico “con”) su camicia bianca ultrachic. Scarpe allacciate (Weston, Ferragamo, Moreschi, roba di classe, insomma!). Calzino obbligatorio. E l'orlo? Un urlo: 4 centimetri! Perché questa è una regola ben precisa: mai l'orlo dev'essere alto meno di 4 centimetri.ORLO 4

Che si tratti di tessuto jeans o di lana sopraffina, la gamba del pantalone è sempre rastremata verso il basso con una larghezza di 17 o 18 cm in media, che può però oscillare, per chi ama gli estremi, da 16,5 cm a 19 cm per i più tradizionalisti. Per quanto riguarda la lunghezza, meglio fare in modo che il tessuto non poggi mai mollemente sulla scarpa, ma lasci appena intravvedere il calzino che, naturalmente, dev'essere ben assortito, in tessuto e colori, al pantalone stesso. Ancora due piccoli suggerimenti: le tasche devono essere profonde per non lasciare che il loro contenuto sfugga quando ci si si siede e, ancora, la cintura dev'essere della giusta lunghezza, la sua parte terminale non deve mai pendere o svolazzare in vita. Insomma, dedicate qualche minuto in più del vostro prezioso tempo a controllare davanti allo specchio che tutto sia in regola, che ogni dettaglio del vostro modo di indossare i pantaloni corrisponda a ciò che siete o che volete apparire. Sta a voi lavorare un po',  provare e riprovare pazientemente. Una bella silhouette si ottiene solo a questo prezzo.

ORLO MONSIEUR 

Per chiudere, lasciatemi dire una cosa per onestà intellettuale: con l'orlo o senza l'orlo, con tutte le regole rispettate oppure no, l'importante è essere eleganti, non importa come, né quanto. L'eleganza, credetemi, non sta nelle scarpe, nella cravatta, nell'orlo dei pantaloni, nei calzini, né nel provare o riprovare davanti a uno specchio. L'eleganza è dentro di noi, perché fa parte di quello che siamo. 

Nel romanzo “I promessi sposi”, Alessandro Manzoni fa dire a Don Abbondio, intimidito davanti al cardinale Borromeo: “…il coraggio, se uno non ce l'ha, non se lo può dare!” Be' per l'eleganza il concetto è esattamente lo stesso: se non ce l'hai per natura, nessuno te la può dare. 

 

Letto 265 volte Ultima modifica il Lunedì, 28 Ottobre 2019
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Bepi Marzulli

Barese di nascita, studi superiori a Torino e Roma, la sua città di adozione, Bepi Marzulli è iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1977. Le origini familiari, radicate nell'imprenditiorialità di cinema e teatro, gli hanno consentito, giovane studente universitario, di accostarsi al mondo dell'editoria scrivendo numerosi soggetti e sceneggiature per la più importante casa editrice di fotoromanzi, la Lancio, di cui, anni dopo, è stato Direttore Generale. Ha lavorato per molti anni a Parigi, a capo della Rusconi France, dirigendo riviste di moda come Femme e Mariages, di arredamento, Décoration Internationale, e di archeologia come L'Archéologue e Archéologie Nouvelle

Tornato a lavorare in Italia, ha creato e dirige da oltre vent'anni Axioma, una società di outsourcing editoriale che produce periodici e contenuti giornalistici per Editori come Mondadori, Rizzoli Rcs, Cairo. Collabora con varie testate, scrivendo di vari argomenti tra cui enigmistica e gastronomia.

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