MICHELA BRUNI REICHLIN, UNA GEMMA LUCENTE COME LE SUE CREAZIONI

Ho conosciuto Michela Bruni Reichlin una sera d'estate di qualche anno fa. Roma era ancora “la grande bellezza”, quella meravigliosa città dove poteva capitarti di incontrare personaggi straordinari e non comuni. Solitaria e pensosa, ma sempre sorridente, era seduta su una poltroncina accanto al balcone fiorito che affacciava su una romantica piazza di Trastevere. Era splendente, una gemma emanante luce propria, incredibilmente simile alle sue creazioni di oggi…

PHOTO-2020-04-28-18-13-26Avviammo una conversazione. Il suo parlare era semplice, colto e piacevole, non la solita ragazzina che, come si dice a Roma, “apre bocca e le dà fiato”. Diventammo amici. Appresi così della sua passione per le pietre preziose e i gioielli. Il suo papà risiedeva a Shanghai come Ambasciatore d'Italia in Cina e Michela si recava spesso laggiù alla ricerca di insolite gemme e di piccoli artigiani capaci di trasformare in gioielli la sua creatività.

In tanti anni non ci siamo mai persi di vista, siamo rimasti sempre in amichevole contatto. La ritrovo a Milano, donna d'affari. È una professionista seria, capace di far crescere in maniera costante la propria attività. Le sue caratteristiche principali sono la signorilità e la classe, retaggio di un'educazione ricevuta in un ambiente non comune. Il suo sorriso è luminoso e schietto come i suoi gioielli, riflesso di un animo gentile, quasi d'altri tempi.

La nostra è una conversazione tra amici. Le chiedo: “La tua è una famiglia di intellettuali, diplomatici di alto livello. Esiste un rapporto tra tutto questo e la tua scelta di occuparti di qualcosa di estremamente bello ed elegante come i gioielli e l'alta bigiotteria?

“Venire da una famiglia di intellettuali, grandi viaggiatori ed amanti del bello mi ha influenzata fin da bambina (i E.Brai-0006miei nonni, più di mio padre, hanno viaggiato per il mondo in un’epoca in cui pochissimi viaggiavano, avevano relazioni amichevoli in quasi tutto il mondo e parlavano diverse lingue tra cui anche il russo). La conoscenza di cinque lingue e l’aver vissuto in tanti Paesi faceva di me e mio fratello dei diversi tra i nostri amici e compagni di scuola e sicuramente ha fatto di me la persona curiosa che sono, grande amante del bello, delle diverse culture, del gusto orientale come di quello occidentale.”

“A quale età e come è nata in te la passione per le pietre e i metalli preziosi?”

“La passione per i gioielli, fino a decidere di creare una mia linea particolare e diversa da tutte le altre, nasce proprio da questa cultura internazionale, insieme alla grande passione per i gioielli delle mie nonne che possedevano oggetti magnifici, disegnati e realizzati appositamente per loro dai più grandi orafi napoletani dell’epoca. Quando mio nonno paterno voleva donare un gioiello a sua moglie si recava da Starace, a Napoli, che, a seconda dell’occasione del dono, gli proponeva dopo qualche tempo una serie di disegni e bozzetti tra cui mio nonno sceglieva fino alla realizzazione dell’oggetto finito. Io conservo il meraviglioso taccuino su cui si trovano tutti gli schizzi dei gioielli poi realizzati per mia nonna oltre ad alcuni di quei meravigliosi pezzi!”

“Tu miri senz'altro alla perfezione nella creazione dei tuoi gioielli. Che cosa ti spinge a creare, dove trovi l'ispirazione per produrre quei piccoli capolavori?”

“Cultura napoletana, vissuta a lungo all’estero, e per venticinque anni a Roma, città amatissima per la sua bellezza e per il calore della sua gente, è lì che una quindicina di anni fa è partita la mia attività. Poi, quasi casualmente, sono approdata a Milano. Per amore più che per lavoro. Ho vissuto per alcuni anni facendo su e giù tra le due città, a ritmo quasi settimanale. Ho deciso di trasferirmi a Milano in pianta stabile quando è nato mio figlio, nove anni fa.”

IMG 0509“Che cosa ha di speciale Milano, secondo te?”

“È una città molto organizzata, che offre servizi migliori per una famiglia ed anche per un'impresa. È sicuramente meno facile per i rapporti personali, ma molto dinamica professionalmente e socialmente. Una città di grande ispirazione e fermento, riconosciuta internazionalmente in questo senso, soprattutto per chi come me opera nel campo del bello, della moda e del lusso. Milano mi ha accolta, insieme ai miei gioielli, a braccia aperte. Ecco perché ho imparato ad amarla, e perché ho investito molto in questa città che mi ha restituito tutto con molta generosità. Avere il mio quartier generale in Via Monte Napoleone, inoltre, regala molta credibilità al mio brand nel mondo intero e soprattutto negli Stati Uniti dove i miei gioielli hanno avuto più successo!”

“Che cosa ti aspetti, che cosa vorresti che accadesse ora a Milano e alla tua attività?”

“Io credo che quando questo difficile momento inizierà ad essere un ricordo, avremo più che mai bisogno di svago mentale ed intellettuale, oltre che di piccole gratificazioni personali. Probabilmente non si tornerà ad acquistare ogni tipo di lusso, forse i gioielli importanti avranno un mercato minore (spero di no ovviamente), ma sento molti gioiellieri poco fiduciosi ed altrettanti clienti, che si sono resi conto che i gioielli preziosi, in momenti difficili come questo, non si rivelano l’investimento che credevano, che gli abiti costosissimi ma poco più che stagionali non sono un buon affare.”

“È più probabile che si torni a desiderare e ad acquistare cose belle ma più sostenibili, di maggiore durata eIMG 7574 che abbiano un migliore rapporto qualità, utilizzo e prezzo?”

“Ecco, il mio marchio, Michela Bruni Reichlin, propone da sempre un gioiello accessibile che punta più sull’essere donante ed unico che preziosissimo e dunque molto costoso. Questo concetto mi ha dato molta ragione fino ad ora e mi auguro che sia più ancora motivo di successo nel futuro.”

Il suo volto si illumina di un sorriso splendente. Si congeda da me con la solita affettuosa eleganza. Mai visto un gioiello che crea gioielli?

Letto 760 volte Ultima modifica il Mercoledì, 29 Aprile 2020
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Bepi Marzulli

Barese di nascita, studi superiori a Torino e Roma, la sua città di adozione, Bepi Marzulli è iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1977. Le origini familiari, radicate nell'imprenditiorialità di cinema e teatro, gli hanno consentito, giovane studente universitario, di accostarsi al mondo dell'editoria scrivendo numerosi soggetti e sceneggiature per la più importante casa editrice di fotoromanzi, la Lancio, di cui, anni dopo, è stato Direttore Generale. Ha lavorato per molti anni a Parigi, a capo della Rusconi France, dirigendo riviste di moda come Femme e Mariages, di arredamento, Décoration Internationale, e di archeologia come L'Archéologue e Archéologie Nouvelle

Tornato a lavorare in Italia, ha creato e dirige da oltre vent'anni Axioma, una società di outsourcing editoriale che produce periodici e contenuti giornalistici per Editori come Mondadori, Rizzoli Rcs, Cairo. Collabora con varie testate, scrivendo di vari argomenti tra cui enigmistica e gastronomia.

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