UNA SFIDA A COLPI DI FOCACCIA Bari batte Genova1-0

Sempre in competizione tra di noi, è una costante della nostra italianità. In fin dei conti proviamo più soddisfazione a vincere su un avversario della porta accanto che su un competitor che viene da lontano e che non conosciamo neppure. È accaduto ancora una volta pochi giorni fa a Bologna.

imgresUn centinaio di giudici chiamati dal “Fico Eatalyworld” a decretare quale sia la focaccia più buona d'Italia, hanno assegnato la vittoria alla focaccia dello storico panificatore barese Tony Fiore, arrivato in finale contro il panificio genovese Zena Zuena, un competitor di altissimo livello.

Con quali ingredienti il concorrente barese ha conseguito il prestigioso risultato? Insomma, perché la focaccia barese è tanto buona da essere giudicata la migliore d'Italia? Prima di tutto gli ingredienti: acqua, farina, lievito, semola rimacinata, pomodori freschi, olive, olio extravergine d'oliva e sale, tutti rigorosamente pugliesi, senza deroghe. Poi, fondamentale, il forno, che dev'essere rigorosamente alimentato a legna. Superfluo dire che per ottenere il risultato finale occorrono tanti altri fattori, dall'abilità del panettiere nel dosare e152107119-2ff5f3b8-fea7-46b7-92c8-253b8b22bd27 impastare gli ingredienti, ai tempi di preparazione, di riposo per la lievitazione della pasta e di cottura della focaccia finita. La ricetta è antichissima, come afferma Tony Fiore, il vincitore. Da un secolo e più non è mai cambiata e una fetta di focaccia calda e profumata continua ad essere lo spuntino preferito dai baresi doc. Dopo la vittoria contro Genova, Tony Fiore ha ottenuto un altro riconoscimento. Il sindaco Antonio De Caro gli ha consegnato una targa come ringraziamento per il prestigioso contributo di notorietà dato alla città di Bari.

MG 4906-1078x516Se vi capita di recarvi a Bari, andrete sicuramente a visitare la Città Vecchia e la Basilica di San Nicola, meta dei fedeli e dei turisti di tutto il mondo. Lì vicino, facilissimo da raggiungere, c'è il panificio Fiore. Fatevi servire una fetta di focaccia barese appena sfornata e provate a mangiarla passeggiando sul bel lungomare. Ad un paio di centinaia di metri, superato il Teatro Margherita, c'è un mercatino di frutti di mare e di pesce appena pescato, che si chiama 'nderr a la lanz. Se vi piace il genere (polipetti crudi, ricci, alici freschissime, ecc.) avete fatto tombola. Altrimenti, a pochi passi, nel grande Mercato di Piazza del Ferrarese, potrete trovare provolone, ricottine o burrata da accompagnare egregiamente alla vostra focaccia da primo premio. Tombola anche in questo caso.

Parola di barese nostalgico!

 

Letto 274 volte Ultima modifica il Venerdì, 09 Agosto 2019
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Bepi Marzulli

Barese di nascita, studi superiori a Torino e Roma, la sua città di adozione, Bepi Marzulli è iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1977. Le origini familiari, radicate nell'imprenditiorialità di cinema e teatro, gli hanno consentito, giovane studente universitario, di accostarsi al mondo dell'editoria scrivendo numerosi soggetti e sceneggiature per la più importante casa editrice di fotoromanzi, la Lancio, di cui, anni dopo, è stato Direttore Generale. Ha lavorato per molti anni a Parigi, a capo della Rusconi France, dirigendo riviste di moda come Femme e Mariages, di arredamento, Décoration Internationale, e di archeologia come L'Archéologue e Archéologie Nouvelle

Tornato a lavorare in Italia, ha creato e dirige da oltre vent'anni Axioma, una società di outsourcing editoriale che produce periodici e contenuti giornalistici per Editori come Mondadori, Rizzoli Rcs, Cairo. Collabora con varie testate, scrivendo di vari argomenti tra cui enigmistica e gastronomia.

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