IL “PAIN PERDU” DELLA CUCINA FRANCESE

Lo confesso: non mi sono mai fidato troppo del “pain perdu”. Conosco bene la cucina francese e l'apprezzo come pochi. Ma quell'idea di pane perduto, quasi da buttare, non mi ha mai ingolosito, né interessato. Tanto che non figura neppure tra gli oltre duecento titoli del mio recente libro “Storie di cucina”, che da novembre sarà in libreria per Piemme Edizioni.

A stimolare la mia tardiva curiosità è stata mia moglie, qualche giorno fa. Era domenica e ci siamo svegliati tardi. Nessuna voglia di uscire di casa, sbadigli e pigrizia a non finire. Per un caffè nessun problema, ma per la colazione, il p'tit déj del nostro ménage per metà francese, il problema c'era, eccome! Frigorifero vuoto e dispensa vuota, a parte quei residui di elementi commestibili vari che sono lì chissà da quanto.

È Nathalie ad avere l'idea: “Ti faccio il pain perdu!” Azzardo un timido: “Ma come?” Mi risponde che c'è tutto quel che serve e quindi non devo preoccuparmi di niente. Lei si mette ai fornelli e in mezz'ora prepara un piatto eccezionale. Solo a raccontarvelo mi torna l'acquolina in bocca. Mangio la prima fetta, poi un'altra ed è sempre più buono. Decido di fotografarlo, finirà sul mio blog o su Instagram, non so. 

Poi mi dico che non è possibile che i francesi possano vantare una simile leccornia e noi italiani no. Mi sbaglio ancora una volta. Finisco a scartabellare sui miei libri di cucina e anche su Internet e scopro che il “panperduto” esiste anche da noi, in quasi tutte le regoni italiane.

Mi vergogno un po' per la mia ignoranza e lascio da parte le rivendicazioni nazionalistiche. Siamo o non siamo in Europa? Decido di passare ai fatti: divulgherò la cultura del pain perdu, quello francese, perché vi assicuro che ne vale la pena. Prima scrivo un pezzo introduttivo, pubblico una foto e, infine, regalo ai miei lettori la ricetta originale (tratta da Les recettes faciles, di Françoise Bernard, Ediz Hachette). Eccola!

pain-perdu

PAIN PERDU

Difficoltà: nessuna

Costo: bassissimo

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

 

Ingredienti per 4 persone:

Pane: da 4 a 8 fette (a seconda della loro dimensione9

Latte: ¼ di litro

Zucchero in polvere: 100 g (6 cucchiai)

Rhum: 2 cucchiai

Uova: 2

Burro o margarina: 50 g 

 

Esecuzione: 

1. In un piatto fondo o in una ciotola mescolate il latte, 2 cucchiai di zucchero e i due cucchiai di rhum.  

2. Mettete a mollo nel latte le fette di pane (meglio se raffermo) per 2 minuti lasciando che se ne imbevano. Poi passatele nelle uova che avrete precedentemente sbattuto. 

3. Fate sciogliere a fuoco moderato il burro o la margarina in una padella. Quando sarà liquido mettetevi le fette di pane a dorare per 1 o 2 minuti su ogni lato.

4. Disponete le fette dorate sui piatti di portata, spolveratele generosamente di zucchero e servitele.

 

Che altro dirvi? Che potreste abusare della vostra golosità e guarnire ogni fetta con un po' di marmellata a vostra scelta? O che, se in fondo alla dispensa trovate un barattolo con un residuo di Nutella, non dovete assolutamente impedirvi di dare sfogo alle vostre voglie? Insomma, fate voi, ma scrivetemi, fatemi sapere com'è andata. Ci conto!

 

Letto 442 volte Ultima modifica il Martedì, 24 Settembre 2019
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Bepi Marzulli

Barese di nascita, studi superiori a Torino e Roma, la sua città di adozione, Bepi Marzulli è iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1977. Le origini familiari, radicate nell'imprenditiorialità di cinema e teatro, gli hanno consentito, giovane studente universitario, di accostarsi al mondo dell'editoria scrivendo numerosi soggetti e sceneggiature per la più importante casa editrice di fotoromanzi, la Lancio, di cui, anni dopo, è stato Direttore Generale. Ha lavorato per molti anni a Parigi, a capo della Rusconi France, dirigendo riviste di moda come Femme e Mariages, di arredamento, Décoration Internationale, e di archeologia come L'Archéologue e Archéologie Nouvelle

Tornato a lavorare in Italia, ha creato e dirige da oltre vent'anni Axioma, una società di outsourcing editoriale che produce periodici e contenuti giornalistici per Editori come Mondadori, Rizzoli Rcs, Cairo. Collabora con varie testate, scrivendo di vari argomenti tra cui enigmistica e gastronomia.

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