
Come forse ricorderete, si svolge nelle sue sale una delle scene più importanti del film di Luc Besson Nikita, quando la protagonista, la bellissima Anne Parillaud, scopre di essere stata invitata nel lussuoso ristorante al solo scopo di dare prova di abilità e di coraggio uccidendo qualcuno. Ma non è del film che voglio parlarvi. Ricorderete certamente la magnificenza dell’ambiente, di quelle sale da pranzo decorate con un gusto eccezionale, una via di mezzo tra il barocco e l’art-dico.

Le Train Bleu fa parte di quegli indirizzi mitici che solo Parigi può vantare. Un ambiente Belle Epoque che è rimasto intatto in tutta la sua magnificenza. Costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, nell’ambito della nuova stazione della linea ferroviaria Parigi-Lione, il nuovo ristorante al primo piano dell’edificio centrale, fu battezzato come Buffet de la Gare de Lyon. Il magnifico complesso, in perfetto stile Secondo Impero, fu inaugurato in pompa magna il 7 aprile del 1901 dall’allora Presidente della Repubblica Emile Loubet.
Sulle volte delle sue magnifiche sale, più di quaranta dipinti di celebri artisti dell’epoca, raffigurano paesaggi e città serviti dai treni che partono dalla Gare de Lyon. Pregiate decorazioni in legno dorato e grandi specchiere aggiungono splendore e bellezza agli eleganti saloni. Come potete bene immaginare, non si tratta di un ristorante a buon mercato, ma qualora vi andasse di visitarlo, un semplice caffè o un aperitivo da consumare nel salone algerino o in quello tunisino, ai lati dell’ingresso principale, vi permetteranno di dare un’occhiata a buon mercato a questa meraviglia dell’architettura parigina. Fu soltanto nel 1963 che il Buffet de la Gare de Lyon cambiò nome divenendo Le Train Bleu in omaggio al treno di lusso che collegava Parigi a Ventimiglia percorrendo la Costa Azzurra a partire da Marsiglia fino al confine italiano. E fu sempre quel treno a ispirare un celebre romanzo di Agatha Christie.
Nel 1972, poi, l’allora Ministro della Cultura André Malraux fece classificare il ristorante Le Train Bleu tra i Monumenti Storici di Francia. In più di un secolo di vita, ormai, questo celebre ristorante parigino non ha cessato di attirare viaggiatori di ogni nazionalità, parigini famosi e celebrità del mondo intero.

A questo punto, so bene che la mia amica Germana avrà ancora più motivi per rimproverarmi di non averle mostrato una simile meraviglia. Ma a Parigi è così, è quasi impossibile conoscere tutti i luoghi che meriterebbero una visita. E, quanto ai ristoranti, Le Train Bleu non è il solo. Per citarne solo alcuni, c’è ll Grand Véfour, la Tour d’Argent, l’Arpège, il Jules Verne e il celeberrimo Chez Maxime.
"PERCHÉ TU NON TI PERDA NEL QUARTIERE"



Zuppetta di fave e cicorietta
Già Dante nella Divina Commedia ne aveva delineato i confini tra Cecina e Tarquinia nell'Alto Lazio. Quello che rende unica la Maremma, facendone un microcosmo perfetto, è la diversità del suo territorio: mare, collina e montagna si fondono insieme e colorano diversamente il paesaggio. L'azzurro del mare cristallino dell'Argentario, il nero degli scogli di Talamone, il giallo delle lunghe spiagge di Castiglione della Pescaia, il verde delle colline di Massa Marittima e il marrone del Monte Amiata. La Maremma è indubbiamente una parte della Toscana da visitare, perchè molto ha da offrire. Non solo cultura e paesaggi mozzafiato, ma anche prodotti tipici e vini da degustare. La cucina maremmana è fatta di piatti semplici e tradizionali realizzati con prodotti locali e stagionali di altissima qualità da accompagnare con un buon bicchiere di Morellino di Scansano o di Bianco di Pitigliano. Il piatto più rappresentativo è l'acquacotta, che ha sfamato intere generazioni di maremmani ed è il simbolo dell'arte di fare di necessità virtù. Infatti non esiste una ricetta unica poichè ogni massaia usava i prodotti stagionali del suo orto e il formaggio del suo gregge. Sicuramente l'ingrediente comune a tutte le ricette è l'olio extra vergine dei colli maremmani.
